FAQ Agenzia delle Entrate-Riscossione (Legge di Bilancio 2026, n. 199/2025)
FAQ 1. Che cos’è la Rottamazione Quinquies?
Introdotta dagli articoli 23 e 24 della bozza della Legge di Bilancio 2026 (DDL – è un disegno di Legge) approvata in via preliminare il 18 ottobre 2025, la Rottamazione Quinquies 2026 consente di estinguere le cartelle di pagamento affidate all’Agenzia Entrate Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, pagando solo l’imposta o il contributo originario, più le spese di notifica ed esecuzione.
Vengono completamente eliminate sanzioni, interessi di mora e aggio.
È una misura pensata per aiutare cittadini e imprese a chiudere le cartelle esattoriali pendenti in modo più sostenibile, evitando azioni di pignoramento o ipoteca.
FAQ 2. Quali cartelle di pagamento riguarda e quali no?
Cartelle ammesse
Rientrano tutte le cartelle esattoriali e gli avvisi di addebito affidati ad ADER relativi a:
- imposte dichiarate ma non versate (IRPEF, IRES, IVA, addizionali, imposte sostitutive);
- sommi derivanti da controlli automatici e formali ex artt. 36-bis e 36-ter del DPR 600/1973 e 54-bis del DPR 633/1972;
- contributi previdenziali e assistenziali INPS già iscritti a ruolo;
- tributi comunali riscossi tramite ADER (IMU, TARI, TASI, ecc.);
- multe stradali, ma solo per interessi e maggiorazioni, non per la sanzione principale.
Multe stradali: tra esse quali vi rientrano
Le cartelle di pagamento relative a sanzioni del Codice della Strada possono essere definite solo per la parte relativa a:
- interessi di mora;
- maggiorazioni semestrali del 10% ex art. 27, L. 689/1981.
Resta dovuta la sanzione base indicata nel verbale (es. €180 per eccesso di velocità).
Cartelle escluse
Non rientrano:
- le somme non ancora affidate ad ADER (es. accertamenti pendenti);
- i recuperi di aiuti di Stato dichiarati illegittimi;
- i dazi doganali e risorse UE;
- le sanzioni penali tributarie;
- le cartelle già integralmente saldate in precedenti rottamazioni;
- i carichi oggetto di definizioni non perfezionate (che però si possono ripresentare).
FAQ 3. Come si presenta la domanda di definizione delle cartelle?
La domanda va inviata solo online tramite il portale di Agenzia Entrate Riscossione entro il 30 aprile 2026.
Nel modulo bisogna indicare:
- le cartelle di pagamento o avvisi che si vogliono rottamare;
- la scelta del piano di pagamento (unica soluzione o rateazione);
- l’eventuale presenza di ricorsi pendenti, con impegno a rinunciarvi una volta perfezionata la definizione.
ADER risponderà entro il 30 giugno 2026, comunicando l’importo totale da versare e il piano rateale.
FAQ 4. Modalità del pagamento delle cartelle esattoriali rottamate?
Si può scegliere tra due modalità:
- Pagamento in unica soluzione entro il 31 luglio 2026;
- Pagamento rateale fino a 54 rate bimestrali, cioè 9 anni.
Dal 1° agosto 2026 maturano interessi al 4% annuo sulle rate successive alla prima.
I pagamenti potranno avvenire con bollettini precompilati, domiciliazione bancaria o pagamento online.
Questa rateazione è speciale e non segue le regole ordinarie del DPR 602/1973, ma una disciplina autonoma e più flessibile.
FAQ 5. Cosa succede se ho un ricorso o un pignoramento in corso?
La presentazione della domanda di rottamazione produce effetti immediati:
- si sospendono le azioni esecutive (fermi, pignoramenti, ipoteche) già avviate da ADER;
- si fermano i termini di prescrizione e decadenza;
- il contribuente non è considerato inadempiente ai fini del DURC o di appalti pubblici.
Se c’è un ricorso pendente contro una cartella di pagamento, il giudizio viene sospeso.
Con il pagamento della prima rata, la definizione si perfeziona e il giudice dichiara l’estinzione del processo.
Se non si paga, la sospensione cade e il procedimento prosegue.
FAQ 6. Cosa succede se non pago una rata della rottamazione?
La definizione decade automaticamente se non si paga una rata o l’unica soluzione entro i termini stabiliti.
Di conseguenza:
- si perdono tutti i benefici (sconto su sanzioni e interessi);
- i versamenti già fatti restano acconti validi;
- ADER riprende la riscossione coattiva della cartella esattoriale con fermi, ipoteche o pignoramenti.
Non sono previsti termini di grazia né possibilità di ravvedimento.
FAQ 7. Come funziona la definizione agevolata per tributi locali e cartelle dei Comuni (art. 24)?
L’art. 24 consente a Regioni e Comuni di approvare una propria sanatoria per i debiti locali, comprese le cartelle di pagamento comunali.
Ogni ente potrà, con un regolamento:
- ridurre o cancellare sanzioni e interessi su tributi come IMU, TARI, TASI, imposta di soggiorno o COSAP;
- includere anche entrate patrimoniali (rette, canoni, affitti comunali);
- fissare termini di adesione non inferiori a 60 giorni dalla pubblicazione sul sito.
Il regolamento diventa efficace subito con la pubblicazione, senza approvazione ministeriale.
Il MEF riceverà solo copia a fini informativi, garantendo agli enti autonomia piena nella gestione delle cartelle esattoriali locali.















