1. Inquadramento normativo
La responsabilità amministrativa degli enti introdotta dal Decreto Legislativo 231/2001 ha segnato un passaggio fondamentale nel sistema penale italiano, attribuendo rilievo alla cosiddetta “colpa di organizzazione”. L’ente può essere esonerato da responsabilità qualora dimostri di aver adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del reato, un modello di organizzazione, gestione e controllo idoneo a prevenirlo.
In tale contesto, il modello organizzativo (MOG 231) e il funzionamento dell’Organismo di Vigilanza assumono un ruolo centrale nel giudizio.
2. La funzione della perizia tecnica nel processo
Nel contenzioso relativo alla responsabilità degli enti, la complessità delle strutture organizzative e dei sistemi di controllo rende spesso necessario il ricorso a competenze tecniche specialistiche. La perizia tecnica — sia essa consulenza tecnica di parte (CTP) o consulenza tecnica d’ufficio (CTU) — si configura come uno strumento probatorio di natura valutativa, volto a supportare il giudice nella comprensione di elementi extragiuridici. Lo mette in risalto anche il documento del CNDCEC pubblicato ieri dal titolo “La consulenza tecnica e la perizia nel contenzioso civile e penale in materia di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, nonché di modelli organizzativi”.
In particolare, la perizia può riguardare:
- la struttura organizzativa dell’ente;
- la mappatura dei rischi (risk assessment);
- i protocolli di prevenzione;
- i flussi informativi e i sistemi di controllo interno;
- l’effettiva operatività del modello.
3. Idoneità del modello e giudizio controfattuale
Uno dei profili centrali analizzati in sede peritale è l’idoneità del modello, ossia la sua capacità astratta di prevenire reati della specie di quello verificatosi. Tale valutazione implica un giudizio controfattuale: occorre verificare se, in presenza di un modello adeguato ed efficacemente attuato, il reato sarebbe stato evitabile.
La giurisprudenza più recente valorizza un approccio sostanzialistico, privilegiando l’effettività delle misure rispetto alla loro mera formalizzazione documentale.
4. L’efficace attuazione del modello
Accanto all’idoneità, il legislatore richiede la prova dell’efficace attuazione del modello. La perizia tecnica assume qui un ruolo decisivo, dovendo accertare:
- la concreta applicazione dei protocolli;
- la diffusione della cultura della compliance;
- l’attività di vigilanza svolta dall’OdV;
- l’esistenza di un sistema disciplinare effettivo;
- l’aggiornamento continuo del modello.
Non è sufficiente dimostrare l’adozione formale del MOG: è necessario evidenziare la sua operatività reale all’interno dell’ente.
5. Valore probatorio e limiti della perizia
La perizia tecnica non costituisce prova legale vincolante, ma rappresenta un elemento di forte rilievo persuasivo. Il giudice conserva il potere di valutarne liberamente il contenuto, anche alla luce di altri elementi probatori.
La sua efficacia dipende da diversi fattori:
- rigore metodologico;
- aderenza a linee guida e best practice;
- analisi concreta e documentata dei processi aziendali;
- indipendenza e competenza del consulente.
Di contro, perizie meramente descrittive o astratte risultano scarsamente incisive.
6. Orientamenti giurisprudenziali recenti
La giurisprudenza ha progressivamente chiarito che il modello 231 deve essere “calato” nella realtà aziendale e non può consistere in un documento standardizzato. È stato più volte affermato che l’inefficace attuazione del modello può emergere da indicatori quali:
- l’assenza di controlli effettivi;
- la mancata tracciabilità delle decisioni;
- l’inadeguatezza dei flussi informativi;
- la sostanziale inattività dell’OdV.
In tale prospettiva, la perizia tecnica diventa lo strumento privilegiato per dimostrare (o contestare) tali profili.
7. Conclusioni
La perizia tecnica rappresenta un elemento centrale nei procedimenti ex D.Lgs. 231/2001, fungendo da ponte tra dimensione giuridica e realtà organizzativa dell’ente. Essa può risultare determinante nel dimostrare l’idoneità e l’efficace attuazione del modello, incidendo significativamente sull’esito del giudizio.
Tuttavia, la sua efficacia dipende dalla capacità di fornire un’analisi concreta, rigorosa e aderente alle specificità dell’ente, evitando approcci meramente formali. In un sistema sempre più orientato alla sostanza della compliance, la qualità della prova tecnica assume un ruolo decisivo nella costruzione della difesa dell’ente.















